a.U.c. - ab Urbe condita
Con a.U.c. “ab Urbe condita”, tradotto dal latino “da quando la città è stata fondata”, insieme ad Alessandro Benedetti ho disegnato un oggetto che avesse semplicità e simmetria come idea caratterizzante, in modo da stimolare chi lo utilizza ad interagire con esso e a rompere l’equilibrio giocando con i vari elementi.
La credenza è composta da pannelli in noce canaletta che servono da elementi strutturali sostenuti da un telaio in acciaio anodizzato. I dettagli in ottone ne determinano l’ingombro complessivo e la distanza tra i ripiani.
Gli elementi di chiusura scorrevole in cristallo sono caratterizzati da una texture che rimanda alle colonne dell’età latina, si crea così un gioco di distorsione ottica che causa una frammentazione degli elementi retrostanti.
Nonostante la voluminosità della credenza il gioco di trasparenze contribuisce a donare all’ oggetto un senso di leggerezza.





